“Non i monumenti. La vera grande bellezza dell’italia siamo noi. Nati in mezzo al bello, lo beviamo con il latte. E vi ci abituiamo, rischiando di darlo per scontato, come fa il lattante con il seno della madre. È allora, come scriveva Indro Montanelli, che «iniziano i nostri guai, e il mio rimpianto». Gli italiani crescono circondati da opere d’arte, musica, design, moda. Artigiani con l’intelligenza tattile nei polpastrelli, grandi chef che coniugano tradizione e innovazione, creativi che dettano le regole del buon gusto. Un tesoro che è nel nostro dna e nel nostro temperamento, da sempre oscillante fra Gassman e Sordi, fra eroismi e viltà, fra il si salvi chi può e l’onore. È in nome di questa grande bellezza, nel senso di responsabilità nei confronti di un patrimonio che appartiene al mondo e che abbiamo il dovere di tramandare a chi verrà dopo di noi, che durante la seconda guerra mondiale, incalzati dai bombardamenti alleati e dalle razzie tedesche, un gruppo di soprintendenti fedeli al Paese e a se stessi non accettò la deriva di un mondo ferocemente impazzito. Non si lasciò rubare il futuro e scelse di servire e di difendere l’arte e la bellezza della propria anima.”
